Transumanesimo: capacità all’ennesima potenza - di Giuseppe Mottola

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Metà Super-uomo, metà cow boy della Rete: è il protagonista dei videogiochi sci-fi, presagio di ciò che saremo

Nelle trame degli sparatutto e dei giochi di ruolo fantascientifici c’è un’overdose di pessimismo che stroncherebbe chiunque: invasioni aliene, intrighi di potere, società implose, economie collassate, IA impazzite. E i giocatori sono chiamati a risolvere la situazione impersonando super-uomini dotati di impianti neurali e innesti bionici. Avete mai voluto essere come loro? Allora siete sulla buona via per diventare transumanisti. Il Transumanesimo è un movimento culturale che incoraggia il potenziamento degli esseri umani attraverso la tecnologia. L’eroe di Deus Ex 2 o di System Shock è un abbozzo di ciò che i transumanisti chiamano post-umano, un uomo potenziato (trans-umano) che ha spinto ai limiti il proprio auto-accrescimento: ha capacità intellettuali e fisiche straordinarie, non invecchia, non s’ammala e non muore. I potenziamenti dei protagonisti di sparatutto e gdr sci-fi sono alcuni fra i mezzi che i transumanisti ritengono necessari per diventare post-umani: nanotecnologia molecolare, ingegneria genetica, interfacce neurali, strumenti avanzati per gestire le informazioni e innesti bionici. Ma mentre nei videogiochi questo accrescimento ha fini distruttivi (uccidere meglio) per i transumanisti ha fini costruttivi (il benessere dell’umanità). Alcuni frutti positivi e negativi di queste tecnologie sono ben mostrati in Alpha Centauri: vasche di clonazione, fabbriche di operai genetici, nanoreplicatori, bombe quantiche, matrici telepatiche, computer senzienti. Già, computer senzienti. Secondo alcuni i primi post-umani saranno proprio delle Intelligenze Artificiali. Avremo dei super fratellini al silicio? Forse… Per saperne di più basta puntare su

http://transhumanism.org/index.php/WTA/languages/C49

Anticipazioni

I game designer hanno trovato nel Transumanesimo terreno fertile per sviluppare le trame dei giochi, d’altronde biotecnologie, innesti bionici e incrementatori di prestazione sono talmente in voga in questi anni da rendere inevitabile la loro presenza. Nella fortunata saga horror di Resident Evil una grossa casa farmaceutica, la Umbrella Corporation, conducendo esperimenti genetici per creare i soldati perfetti diffonde un virus letale che scatena un’orda di creature ibride e zombi; il destino del mondo è nelle mani del protagonista, costretto a combattere contro questi nemici quasi transumani. In Anarchy Online i transumani siamo noi: ci possiamo potenziare con innesti sottocutanei, nano-teconologie e poteri psichici. Ambientato in un mondo cyberpunk chiamato Rubi-Ka, questo MMORPG sci-fi sfrutta scenari alla Philip Dick anziché riproporre la solita ambientazione fantasy, un regalo agli amanti di Blade Runner. In Deus Ex 2 vestiamo i panni di Alex Denton, agente che combatte il terrorismo con armi e impianti genetici, i Bio-Mod, che posti in certe parti del corpo aumentano le sue prestazioni e gli permettono di fronteggiare ogni tipo di situazione. Per ora questi sono solo giochi, ma un domani tutti noi potremo compiere azioni inimmaginabili con un chip nascosto sotto la pelle.

Il Lato Oscuro

La rappresentazione a tinte fosche del futuro trans-umano in titoli come Deus Ex e System Shock è una “tara” che i videogiochi hanno ereditato dalla letteratura sci-fi, in particolare da William Gibson, il padre del cyberpunk. Nel mondo raccontato dai suoi memorabili “Neuromante” e “Johnny Mnemonic” le persone possono ampliare le proprie facoltà mentali, immagazzinare dati nel proprio cervello usandolo come un hard disk e rendere trans-umano il proprio corpo: la tecnologia del prossimo secolo permette, ad esempio, di sfidare le leggi della natura e di allungare la vita a dismisura, di rendere i propri arti delle armi grazie a lame retrattili sottocutanee, di sostituire gli occhi con ben più efficaci visori a infrarossi. I passi da gigante che la biotecnologia sta compiendo in questa direzione rendono plausibili i racconti di Gibson e alimentano le speranze del movimento Transumanista per un miglioramento sensibile della vita. Ma il futuro (pre?)visto dallo scrittore americano è ben diverso da quello auspicato dai transumanisti: la tecnologia è ancora a portata di pochi e l’ibridazione fra carne e silicio genera mostri (uomini simili a macchine e macchine che iniziano a pensare come uomini). Gibson (come Philip K. Dick prima di lui) ci avvisa dei pericoli nascosti in uno sviluppo tecnologico che, senza etica e asservito alla legge del profitto, rischia di diventare una gabbia che offre all’uomo, con il cyberspazio e la realtà virtuale, una sola libertà: quella di potersi credere altrove.

Posted by jhughes on 2004/10/12 • (0) Comments
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